SCUOLA, MOBILITA’ 2017 E CHIAMATA DIRETTA: MAI COMPLICI!

IN TUTTA ITALIA I COLLEGI DOCENTI RIFIUTANO DI VOTARE SUI REQUISITI!

Napoli -

In questi giorni in tutta Italia i Collegi docenti sono chiamati ad esprimersi, come stabilito dal MIUR con la nota prot.n. 16977 del 19/04/2017, sui requisiti dei docenti titolari di ambito da assegnare alle singole scuole a seguito delle procedure di mobilità.

Questo prevedeva infatti l’ipotesi di contratto firmata col MIUR da CGIL, CISL, UIL e SNALS e sbandierata da questi ultimi come una vittoria per i docenti, che avrebbero potuto esprimersi e così limitare le ampie prerogative assegnate dalla legge 107 ai dirigenti scolastici.

USB aveva avvertito che si trattava in realtà di una farsa, che nella migliore delle ipotesi i docenti si sarebbero trovati a ratificare le proposte formulate dai dirigenti, e aveva invitato i Collegi a RIFIUTARSI di votare su questa materia (LEGGI NOTA A FINE COMUNICATO).

Già a maggio, in molte scuole d’Italia, è andata proprio così: anche grazie agli interventi di docenti USB, i Collegi hanno potuto riflettere e discutere sulla vera natura di questa proposta e sul tentativo di piegare l’organo collegiale alle aberrazioni della legge 107.

DECIDERE DI NON VOTARE SUI REQUISITI DA INSERIRE NEGLI AVVISI PUBBLICI HA SIGNIFICATO OPPORSI ALLA LOGICA VERTICISTICA DELLA LEGGE 107, DIFENDERE LA SCUOLA E I SUOI ORGANI COLLEGIALI COME SPAZI DEMOCRATICI, IRRIDUCIBILI A PRATICHE GESTIONALI DI NATURA AZIENTALISTICA.

Da Napoli a Torino, da Milano a Catania, in molti istituti i Collegi docenti si sono espressi a stragrande maggioranza a sostegno della posizione di USB. Anche fra i dirigenti scolastici l’assunzione delle direttive MIUR non è stata uniforme: alcuni hanno espresso perplessità o contrarietà, lasciando intendere che sceglieranno di farsi assegnare i docenti dall’USR. In molti casi, invece, la logica della legge viene assunta appieno e anzi esaltata dai dirigenti, che difendono con le unghie e con i denti il ruolo di “selezionatori” assegnato loro dal MIUR, attaccando i docenti che si oppongono e cercando di convincere i Collegi che scegliere i requisiti sia una “opportunità” e non invece una presa in giro, studiata ad arte dai sindacati concertativi per salvarsi la faccia.

NOI CONTINUEREMO AD OPPORCI E A DENUNCIARE OGNI SINGOLO ATTACCO DEL GOVERNO E DEL MIUR ALLA SCUOLA PUBBLICA E ALLA DIGNITA’ DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA!

 

Collegi docenti: rifiutare la chiamata diretta

 

Con la nota n. 16977 del 19/04/2017, dando seguito all’ipotesi di contratto sottoscritta l'11 aprile u.s con i sindacati rappresentativi del comparto scuola, il Miur ha fornito precise indicazioni operative per realizzare il passaggio dei docenti titolari di ambito su scuola.

Spacciato dai sindacati gialli come l'ultima gloriosa vittoria della concertazione, in realtà questo accordo non scalfisce minimamente l'impianto ideologico della legge 107 e le farraginose procedure burocratiche funzionali alla sua applicazione.

La chiamata diretta dei docenti implica una logica contorta e perversa, che mette nelle mani di un dirigente scolastico plenipotenziario la scelta dei docenti e apre la strada a pericolose forme di controllo delle loro scelte didattiche, educative e professionali in generale.

La chiamata diretta è completamente contraria alla nostra idea di scuola e di docente. Il Collegio dei docenti dovrebbe, nel migliore dei casi possibili, individuare i criteri coi quali selezionare i colleghi più meritevoli, nel novero di quelli forniti dal MIUR; nel peggiore, confermare la scelta già operata dal Dirigente.

Questo significa generare due pericolose aberrazioni: snaturare la funzione stessa del Collegio dei docenti, organo democratico pensato e normato per ben altri scopi che quelli del reclutamento dei propri pari; legittimare la logica stessa della chiamata diretta, illudendo i colleghi e le colleghe che il problema principale sia il soggetto che opera la scelta e non l'idea stessa che un dirigente o un organo dirigenziale possano definire le caratteristiche del “buon docente”.

Per questo proponiamo una mozione per rifiutarsi di votare quest’ennesima deriva verticistica della scuola.

Riteniamo che come lavoratori della scuola vi possa essere una sola strada: il rifiuto netto della proposta. I Collegi dei docenti tornino a occuparsi di scelte didattiche! Non diventino i consigli di amministrazione nei quali si decide chi assumere e chi licenziare!

USB SCUOLA - CAMPANIA