A proposito del Documento di Indirizzo Strategico sulle questioni del lavoro varato dall'Amministrazione regionale della Campania

Napoli -

L'Amministrazione regionale della Campania, attraverso la sua Direzione Generale per il Lavoro e la
Formazione, ha prodotto un "Documento di Indirizzo Strategico per il rafforzamento del capitale
umano e dell'occupabilità" dove traccia alcune idee prospettiche attraverso cui l'attuale
Amministrazione intende impegnarsi su questo importante versante della vita economica e sociale
della nostra regione.


Il primo elemento politico che salta agli occhi è la dichiarata volontà di sancire una sorta di
discontinuità con il recente passato amministrativo che - giova ricordare - si è caratterizzato per la
piena disponibilità, da parte dell'Ente/Regione, a favorire le "migliori condizioni strutturali" per gli
investimenti nazionali ed internazionali. Una scelta la quale, anche solo osservando le cifre ufficiali,
non ha fatto crescere i salari, l'occupazione vera e lo sviluppo di un moderno settore manifatturiero.
Anzi - nonostante i numerosi sgravi fiscali, le consuete deroghe alle normative in materia di CCNL e il
varo di alcune ZES (Zone Economiche Speciali) - a fronte della lievitazione del numero degli addetti in
comparti afferenti al cosiddetto lavoro povero e ad alcune tipologie di servizi basici non è cresciuta la
qualità dell'occupazione (della quale l'enorme numero di omicidi sul lavoro è un drammatico riflesso)
ed è continuato il lento ma costante processo di desertificazione industriale e produttiva della
Campania e, soprattutto, delle sue aree interne.


Ci sembra importante sottolineare che, almeno sul versante dei presupposti analitici generali del
Documento, c'è, da parte degli estensori dello scritto, un oggettivo riconoscimento della natura
strutturale e non congiunturale dei fattori di crisi in Campania.


Allegato, è possibile scaricare e visionara il file pdf con il testo completo del documento prodotto da USB Campania a riguardo.