Atti di guerriglia urbana contro il TPL, in Campania la sicurezza è ancora un optional; USB: subito un protocollo unico!

Napoli -

Ennesimo, gravissimo episodio di violenza ai danni del trasporto pubblico locale a Napoli. Ieri, 21 aprile, intorno alle ore 18:20, un autobus ANM in servizio sulla linea 116 (Napoli–Cercola) è stato colpito da una pietra lanciata in via Galileo Ferraris.

Il vetro anteriore è stato sfondato e il corpo contundente è penetrato nell’abitacolo, mettendo a rischio il conducente e i passeggeri. Alcuni frammenti hanno ferito un utente. Solo per puro caso non si è verificata una tragedia.

Il conducente è stato costretto a interrompere il servizio e a richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine. Non si tratta di un semplice atto vandalico: siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla sicurezza pubblica e dei lavoratori.

Aggressioni, minacce, insulti e violenze sono ormai quotidiane. Il personale del TPL — conducenti, verificatori, macchinisti, agenti di stazione — è lasciato solo, esposto a rischi continui e inaccettabili. In troppi casi si lavora senza alcuna tutela reale.

La verità è sotto gli occhi di tutti: alle dichiarazioni di circostanza non seguono interventi concreti. Si continua a ignorare un’emergenza che sta diventando strutturale. È inaccettabile che chi garantisce un servizio pubblico essenziale debba mettere a rischio la propria vita ogni giorno.

Ad oggi, i mezzi ANM e gran parte del sistema regionale sono privi di cabine anti-aggressione e di sistemi di allarme collegati in tempo reale con le Forze dell’Ordine per la geolocalizzazione immediata. Nelle stazioni e sui treni, il personale opera con strumenti del tutto inadeguati. Servono subito bodycam, presidi delle Forze dell’Ordine sulle linee e nelle stazioni più esposte, e un piano serio di prevenzione, soprattutto nelle fasce orarie più critiche.

Non servono più parole: servono atti. La Regione Campania deve assumersi le proprie responsabilità e imporre un Protocollo Unico di Sicurezza vincolante per tutte le aziende del TPL. Basta gestione frammentata, basta scaricabarile: siamo di fronte a un problema sistemico che richiede risposte immediate, coordinate e obbligatorie tra istituzioni, Prefetture, Questure e aziende.

USB Lavoro Privato Trasporti Campania lancia un nuovo, fermo appello: si passi immediatamente dagli annunci ai fatti; ogni ulteriore ritardo sarà una responsabilità precisa.

Esprimiamo piena solidarietà al conducente aggredito, al passeggero ferito e a tutti i lavoratori che ogni giorno operano in condizioni sempre più pericolose.

Nel ribadire la disponibilità a un confronto immediato, senza ulteriori rinvii, torniamo ad affermare che  le misure di sicurezza non sono più negoziabili perchè Il diritto alla mobilità non può esistere senza il diritto alla sicurezza. E oggi, quel diritto viene sistematicamente negato.

USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania