CAMPI FLEGREI, USB AL FIANCO DEI COMITATI: SICUREZZA, DIRITTO ALLA CASA E LAVORO. STABILIZZARE CHI LAVORA PER L’EMERGENZA. CORTEO A ROMA ORE 11 AL COLOSSEO

Roma -

L’USB sarà al fianco dei comitati dei Campi Flegrei nella manifestazione che l’8 ottobre porterà a Roma la voce di una comunità che da mesi chiede risposte concrete, immediate e adeguate alla gravità della situazione.

Le ragioni della protesta sono sacrosante e vengono rappresentate da tempo dai territori attraverso mobilitazioni continue e partecipate, sostenute in ogni momento dall’Unione Sindacale di Base. Quella dell’8 ottobre non è dunque una protesta improvvisa, né una rivendicazione di parte: è la voce di una comunità che chiede di poter continuare a vivere nella propria terra, in sicurezza, con una casa, un lavoro e un futuro.

A Pozzuoli e nell’intera area flegrea l’emergenza determinata dal bradisismo si è progressivamente trasformata in una crisi sociale che non può essere affrontata attraverso interventi frammentari, contributi temporanei e provvedimenti estemporanei privi di una visione complessiva.

Di fronte a migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, la prima emergenza è quella abitativa. A chi ha perso la propria casa o non può più rientrarvi deve essere garantito il diritto a un alloggio sicuro, senza che l’emergenza diventi occasione di speculazione e senza scaricare sulle famiglie il peso economico e sociale di una crisi che non hanno provocato.

Ma la casa non è la sola emergenza. Non si può mettere in sicurezza un territorio lasciando senza futuro chi quel territorio lo abita e vi lavora.

La crisi sta infatti investendo pesantemente il tessuto produttivo e occupazionale. Aziende che abbandonano il territorio, attività commerciali e produttive in difficoltà, posti di lavoro persi o a rischio: all’emergenza abitativa rischia così di aggiungersi una vera e propria emergenza occupazionale. Il rischio concreto è quello di assistere a un progressivo impoverimento dell’area flegrea, fino alla trasformazione di interi pezzi del territorio in un deserto produttivo e sociale.

Per questo è necessario un piano straordinario che tenga insieme messa in sicurezza, diritto alla casa, difesa dell’occupazione, sostegno alle attività produttive e rilancio del territorio, con risorse adeguate e tempi certi.

E dentro questa emergenza c’è un’altra contraddizione che non può essere ignorata: lo Stato chiede sicurezza ai territori e contemporaneamente mantiene nella precarietà proprio le lavoratrici e i lavoratori chiamati a garantire quella sicurezza.

È il caso del personale assunto con il Fondo Bradisismo. Lavoratrici e lavoratori che da quasi due anni contribuiscono al funzionamento della macchina amministrativa dell’emergenza, assicurando continuità operativa, competenze e supporto alle attività istituzionali, sono oggi ancora precari e assunti con contratti a termine, nonostante l’emergenza non abbia affatto una scadenza.

La richiesta è semplice e coerente con la natura stessa dell’emergenza: nel nuovo provvedimento annunciato dal Governo deve essere prevista la stabilizzazione di tutto il personale assunto con il Fondo Bradisismo, senza discriminazioni legate alla data di assunzione e senza scaricare i relativi costi sulle ordinarie capacità assunzionali dei Comuni.

Non accetteremo che lavoratrici e lavoratori vengano considerati indispensabili quando c’è da affrontare l’emergenza e sacrificabili quando si tratta di garantire loro continuità occupazionale.

La stessa attenzione deve essere riservata a chi ha già perso il proprio lavoro a causa delle difficoltà del territorio. È il caso dei lavoratori della Celli Group, una vicenda che, pur riguardando un numero limitato di lavoratrici e lavoratori, rappresenta emblematicamente il colpevole ritardo delle istituzioni nel costruire concrete prospettive di rioccupazione per chi viene espulso dal ciclo produttivo.

Nessuno deve essere costretto a scegliere tra il diritto alla casa e il diritto al lavoro. Nessuno deve perdere entrambi a causa di un’emergenza che le istituzioni hanno il dovere di governare.

E lo stesso principio vale per l’intera area dei Campi Flegrei, dove il futuro del territorio non può essere deciso esclusivamente sulla base delle esigenze della rendita, della speculazione o dei grandi eventi.

In questo quadro, anche Bagnoli rappresenta un banco di prova decisivo. La trasformazione del territorio non può essere affidata a una narrazione fatta soltanto di grandi eventi e grandi opere, mentre restano sullo sfondo le esigenze fondamentali della popolazione: la bonifica, la tutela dell’ambiente, la difesa della salute, la riqualificazione reale del territorio e la creazione di lavoro stabile e di qualità.

L’America’s Cup non può diventare il sigillo definitivo di un modello di sviluppo che mette in secondo piano proprio le ragioni di chi quel territorio lo vive quotidianamente.

I Campi Flegrei non sono una vetrina da esibire né un territorio da abbandonare quando diventa meno conveniente. Sono una comunità, fatta di persone, lavoratrici e lavoratori, attività produttive, famiglie e servizi pubblici.

Per questo bene hanno fatto i comitati a unirsi nella lotta e a portare a Roma la propria voce. Bene fanno a chiedere al Governo rispetto, ascolto e risposte.

L’USB sarà con loro, come lo è stata in questi mesi, mettendo a disposizione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini tutti gli strumenti di cui un’organizzazione sindacale è capace.

La mobilitazione dell’8 ottobre deve essere l’inizio di una nuova fase: non più risposte frammentarie e tardive, ma un intervento organico che affronti contemporaneamente la sicurezza del territorio, l’emergenza abitativa, la difesa del lavoro, il sostegno alle attività produttive e la prospettiva di sviluppo dell’intera area flegrea.

C’è da difendere il presente e il futuro dei Campi Flegrei.

E la sicurezza di questo territorio passa anche dalla sicurezza sociale e lavorativa di chi lo abita e di chi ogni giorno lavora per garantirne il funzionamento.

L’8 ottobre saremo a Roma insieme ai comitati.
Per la casa. Per il lavoro. Per la sicurezza.
Per il diritto dei Campi Flegrei a vivere e a costruire il proprio futuro nella propria terra.

USB – Unione Sindacale di Base Federazione Regionale Campania