CHI SI OPPONE AI CORSI OSS GRATUITI

Una protesta, interessata ed infondata.

Napoli -

 

 

 

Un attacco che dimostra come forze, coalizzate, non vogliono cambiare, in Campania, lo stato delle cose!

 

La Federazione Regionale R.d.B./CUB della Campana si è resa protagonista della battaglia per l’avvio dei corsi gratuiti per O.S.S. Per questo motivo ritiene doveroso chiarire all’opinione pubblica, come stanno effettivamente le cose, dopo la canea che si è scatenata a seguito della pubblicazione del bando e gli articoli usciti sulla stampa cittadina.

 

I corsi di O.S.S. sono normati da leggi ed accordi Nazionali e Regionali che ne definiscono tempi, modalità, procedure e criteri di ammissione.

 

La legge Nazionale, prevede che i corsi vengano avviati inizialmente nelle strutture sanitarie pubbliche per riqualificare i loro dipendenti già O.T.A. ed ausiliari sociosanitari, dopo di che, le stesse strutture, possono avviare corsi di O.S.S. “anche per soggetti non appartenenti alle strutture sanitarie pubbliche” in tale fase, possono effettuare tali corsi di formazione, anche le scuole private accreditate presso la Regione.

 

La R.d.B. chiedeva all’Assessorato alla Sanità l’avvio di questa seconda fase, che apriva anche ai cittadini non dipendenti delle aziende sanitarie, la possibilità di acquisire una qualifica che poteva facilitare loro un occupazione e di farlo autorizzando contestualmente le strutture pubbliche e quelle private, come prevedeva la legge.

 

Questo però non avvenne perché furono autorizzate soltanto le scuole private, ( circa 200 in tutta la Regione per circa 20.000 qualificati) e solo sulla base di un autocertificazione di agibilità, senza alcun controllo sulla funzionalità e sulla reale frequenza a tali corsi, ma stranamente chi oggi si oppone ai corsi gratuiti, non ha mai mosso alcun commento nei confronti di tale situazione.

 

Dopo l’avvio dei corsi a pagamento, la R.d.B., chiedeva all’Assessorato alla Sanità di rimediare a tale grave ingiustizia, avviando anche nelle strutture sanitarie pubbliche, i corsi di O.S.S. per tutti coloro che non avevano la possibilità di andare a pagare fino a 3 mila euro presso le scuole private, e che tali corsi potevano essere fatti gratuitamente o a bassissimo costo.

 

Una richiesta accolta perché ritenuta legittima e corretta politicamente e socialmente ed anche perché si era ridotta l’opposizione interessata di coloro che stavano dietro le scuole private, che oramai erano partite e l’incasso l’avevano già fatto.

 

Ma per la  realizzazione della gratuità era necessario una legge Regionale, cosa che avvenne grazie all’impegno di alcuni consiglieri sensibili ai temi sociali.

 

In tale legge regionale, oltre ai criteri già previsti dalla legge Nazionale, veniva aggiunto il requisito dello stato di disoccupazione, visto che i corsi erano destinati a fasce sociali meno abbienti.

Inoltre, veniva fissato il criterio del protocollo d’arrivo per stabilire un a graduatoria, nella probabile ipotesi che il numero dei concorrenti fosse superiore ai posti disponibili, che sicuramente non sarebbero stati sufficienti per i tanti disoccupati senza una qualifica, presenti nella Regione Campania.

 

un criterio evidentemente, troppo semplice, per chi di solito riesce a gestire in proprio favore, criteri più complicati, ma certamente, legittimo e corretto.

 

La verità è che a chi da anni controlla e concerta ogni cosa con il palazzo, questi corsi danno fastidio e compromette i loro interessi perchè speravano in un rinnovo delle autorizzazioni per il 2007, per tutte le scuole private, visto che esiste ancora una forte richiesta di qualificazione O.S.S.       

 

dunque una protesta, interessata Ed infondata, in un momento politico particolare, come l’approvazione del bilancio Regionale, un attacco che non ha alcun reale motivo o elemento valido per chiedere l’annullamento di un atto politico e sociale che si eleva al di sopra della mediocrità politica che questo governo locale esprime sui temi sociali e rappresenta una svolta importante nella politica della formazione nella Regione Campania, riconducendo, il primato del pubblico sulla formazione di figure addette all’assistenza sanitaria, sottraendola agli interessi economici delle società di formazione private e garantendo il diritto gratuito alla formazione nel territorio capitale della disoccupazione. Un attacco che dimostra come forze, coalizzate, non vogliono cambiare, in Campania, lo stato delle cose!

 

 

R.d.B./CUB   

 

Napoli, 30/12/2006