CTP:NO ALLA SVENDITA, NO ALLO SPEZZATINO AZIENDALE SULL'AREA METROPOLITANA DI NAPOLI

Napoli -

La contestuale pubblicazione dei lotti di gare per il TPL gomma e l'accavallarsi degli eventi che hanno caratterizzato CTP ed ANM negli ultimi tempi, le due aziende sotto il controllo, rispettivamente, di Città metropolitana e Comune di Napoli, ci hanno dato un quadro, chiaro e completo, di come intendono intervenire sul TPL le due Amministrazioni nell’area Metropolitana. Le promesse della campagna elettorale sono svanite, infatti, laddove si parlava di costruire una unica Azienda Pubblica Metropolitana che avrebbe gestito il TPL su quest'area, si è andati, pian piano, ad una configurazione diversa.

In particolare per CTP: La nostra azienda è stata completamente scaricata dalla proprietà, la quale, ricordiamo a tutti, ha, attivamente, partecipato, alla realizzazione dei lotti di gara insieme alla Regione e tutti gli Enti Locali; perché usiamo il termine scaricato è presto detto, vengono messi a gara nel lotto 5 dell'area Metropolitana ben 33 milioni di km, traguardo irraggiungibile per CTP, che non può espletarli, considerato l’attuale condizione in cui versa ed i km di cui è titolare, per cui questo comporterà l'automatica esclusione della nostra Azienda ad una aggiudicazione e quindi del mantenimento in “house” del TPL. L'unica, ma molto improbabile strada, potrebbe essere l'unificazione delle tre aziende che svolgono km sull'ex Provincia, ANM, CTP ed EAV, in tal modo si avrebbero le strutture e le garanzie per poter partecipare alle gare e (forse) espletare i 33 milioni di Km.

Quanto esposto vuol dire che, salvo cambiamenti dell'ultima ora, CTP è già destinata a morte certa in quanto Azienda Pubblica, sostituita da soggetti privati, come BusItalia, azienda entrata a pieno titolo nello scenario regionale con la recente aggiudicazione dei km di CSTP di Salerno.

BusItalia, laddove è arrivata, come anche altri soggetti, ha rappresentato perdita di diritti, peggioramento delle condizioni di lavoro, aumenti di produttività, compressione dei salari di secondo livello con l'applicazione del contratto nazionale aziendale; senza dimenticare che tutti gli ingressi di queste aziende pseudo private, sono state accompagnati, trionfalmente, da CGIL-CISL-UIL-UGL e FAISA CISAL, che si confermano soggetti poco raccomandabili per la difesa delle condizioni di lavoro degli autoferrotranvieri e di tutti i lavoratori, sul piano più generale.

Per questo riteniamo che la strada che hanno segnato per noi non è quella giusta.

USB ha indicato un obiettivo diverso, congiuntamente ad altre realtà politiche e di movimento sul territorio e punta principalmente:

  • allo sblocco dei circa 470 milioni di € di avanzo di bilancio libero (non vincolato) del rendiconto 2015 di Città Metropolitana, al fine di destinare una parte di essi al risanamento del TPL sul territorio;

  • creare un unico e forte soggetto a cui affidare i km messi a gara;

  • assurgere a se, in quanto ente titolare secondo le “legge Delrio”, la gestione del Tpl sul territorio.

Questa la posizione dell'USB, preso atto del clamoroso e deludente passo indietro del sindaco di Napoli e di Città Metropolitana, non ci resta che battere strade diverse per garantire il mantenimento dei nostri salari, le nostre condizioni di lavoro, i nostri diritti di autoferrotranvieri!


Coordinamento Provinciale USB

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