GABBIE SALARIALI

Berlusconi propone l’“agenzia” per “commissariare” il Sud

Napoli -

Non è bastato commissariare Prefetture, Regioni, Province e Comuni, rifiuti, sanità e criminalità, usata per militarizzare la Regione.   Oramai il problema meridione rischia di travolgere Berlusconi, costretto da calcoli di potere ad assecondare le richieste sempre più razziste ed antimeridionaliste dell’alleato Bossi.  Tagli dei fondi, discriminazioni continue nei confronti dei meridionali, adesso la proposta delle gabbie salariali, perché il costo della vita al Sud sarebbe del 16% più basso di quello del Nord, mentre non si dice che la differenza  del reddito pro capite tra Nord e Sud è del 50% (16 ml a Napoli 32 ml a Milano) che la disoccupazione al Sud è il doppio del Nord, che il costo dei servizi, del denaro, delle assicurazioni e di tante altre cose, al Sud costa più del doppio del Nord e che se il costo della vita al Sud è più basso, è proprio perché c’è più miseria e che se si istituisse veramente un tavolo per affrontare questi problemi, con un governo imparziale ed onesto, si provvederebbe immediatamente con interventi a favore del Sud   

La proposta dell”agenzia” per il Sud, guidata dallo stesso Berlusconi, (perché non si fida di nessun meridionale), non è altro che un modo strumentale per commissariare l’intero Sud, per meglio “governarlo” visto che da tempo, da ottimo imprenditore qual è, ha messo gli occhi sui più floridi affari economici e politico/ populisti, (rifiuti, sanità, criminalità, ponte sullo stretto, ecc.) esistenti in questa parte del paese, e per stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di organizzare i cittadini sui problemi reali, come il cosiddetto “partito del Sud”, soprattutto se questi tentativi sono promossi da personaggi politicamente sputtanati e responsabili della situazione esistente, sempre alla ricerca di nuove forme di riciclaggio.

La speculazione sulle tragedie del Sud è favorita dalla mancanza di esponenti politici, a sinistra e a destra, capaci ed aventi i titoli, per portare avanti un serio progetto politico per il rilancio del Sud. I problemi, che sempre più si manifestano, anche agli occhi dei più ingenui che avevano creduto alle favole di Berlusconi, sono alla mercè di chiunque, soprattutto da quando le ultime elezioni politiche, hanno escluso dal Parlamento i partiti di sinistra, storicamente portatori degli interessi delle fasce meno abbienti, oggi sempre di più vessati e penalizzati dalle scelte del governo e difesi solo dalla chiesa

I problemi al Sud, mai come oggi, sono lasciati alla libera e fantasiosa auto-rappresentazione dei singoli diretti interessati, con tutti i rischi e le conseguenze che questo comporta, per una Regione che avrebbe bisogno di un rilancio dello  sviluppo complessivo per i suoi abitanti.

 

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