Il Governatore De Luca ed i fuochi artificiali.....riciclati da Caldoro

Napoli -

Ancora una volta il governatore della Campania De Luca prova a stupire con effetti speciali e fuochi artificiali, infatti è di stamane la notizia della sottoscrizione di un protocollo d'intesa con le forze dell'ordine per garantire ulteriore sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico; tale intesa prevede che, a fronte di uno sconto pari al totale ammontare di un qualsiasi abbonamento o biglietto di trasporto sui mezzi pubblici, i rappresentanti delle forze dell'ordine appartenenti ai corpi di Carabinieri, Polizia, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria ove presenti sul mezzo pubblico ed anche se sono in borghese, si debbano presentare al personale in servizio preventivamente ed ad inizio viaggio, segnalando, in questo modo, la presenza a bordo affinché, in caso di disordini o aggressioni, il personale di servizio lo faccia intervenire.

Siamo davvero sorpresi della superficialità con la quale si mettono in moto iniziative del genere, perché basterebbe andare un poco indietro nel tempo, esattamente al 13 febbraio 2014, per scoprire che la stessa identica iniziativa fu messa in campo dalla giunta Caldoro con la forte spinta propagandistica dell'ex assessore ai trasporti Vetrella, senza risultati apprezzabili, si può ben dire che essi sono stati prossimi allo zero, se non per le agevolazioni tariffarie ai lavoratori delle forze dell'ordine; infatti non esiste, a memoria d'uomo, un solo lavoratore dei trasporti che abbia mai avuto il piacere di entrare in contatto con un rappresentante delle forze dell'ordine in questa circostanza, piuttosto alcuni di essi si sono visti recapitare ai propri domicili avvisi di indagine per interruzione di pubblico servizio in seguito alle aggressioni del dicembre 2013, ironia della sorte e contraddizioni del sistema!

Viceversa, da gennaio 2017, si preannuncia un aumento delle tariffe per i comuni mortali pendolari, a quanto si apprende, per adeguamento ISTAT; ebbene la materia è regolata dal Dlgs 422 del 1997 che all'articolo 18, punto 2., lettera g), demanda alle regioni le politiche tariffarie, con il sistema previsto dall'articolo 2 della legge 14 novembre 1995, n°481, in sintesi si tratta del meccanismo del “price cap”, quello che determina, in un lasso di tempo pluriennale, di quanto aumentare o, eventualmente, diminuire le tariffe applicate, tenendo conto di due fattori, aumento dell'inflazione negli ultimi dodici mesi e tasso di produttività negli ultimi tre anni; quello che sappiamo di sicuro che la deflazione affligge il nostro paese da ben quattro anni secondo i dati ufficiali(nell'ultimo trimestre l'ISTAT fornisce un tasso deflattivo di -0.4), mentre non abbiamo i dati per l'ultimo triennio del tasso di produttività, ma da una nota ISTAT nel decennio 1992/2011 risulta aumentato del 1,1%.

Non sappiamo come quest'ultimo fattore venga applicato all'adeguamento delle tariffe, ma, sicuramente, i due parametri elencati, con i rispettivi valori, non crediamo possano concorrere all'aumento del 10% delle tariffe del TPL campano, preannunciato per inizio 2017.

Ma c'è di più, la politica tariffaria fu recepita nella finanziaria regionale del 2008, giunta Bassolino, con i meccanismi ed i richiami di legge succitati tali da creare l'automatismo di regolazione tariffaria del TPL annualmente, tale norma fu poi abrogata del tutto dall'ultima finanziaria regionale della giunta Caldoro, a questo punto ci assale il dubbio che ci troviamo di fronte ad un enorme “vacatio legis”, nonché di un tentativo di estorcere denaro dalle tasche dei poveri pendolari che usufruiscono di un servizio ben sotto la decenza, oltre il danno la beffa e non vorremmo che, per arginare i continui tagli al settore e pur di non ammetterli, si volesse batter cassa a danno dei cittadini incolpevoli.

USB è da sempre attenta a questi temi, sia per quanto riguarda la mobilità da garantire, sia per i costi che gravano sulla collettività per effettuare tale servizio, intanto tra convogli “revampizzati” coinvolti in principi di incendio, con buona pace del denaro pubblico speso per il restyling, tra continui disservizi del TPL erogato dalle tre maggiori aziende pubbliche sul territorio, tra aggressioni e mancanza di mezzi, i cittadini stringono la cinghia ed i lavoratori provano ad andare avanti tra mille difficoltà.

Per questo vogliamo dire al Governatore De Luca di dedicarsi di meno agli show coreografici ed ai fuochi di artificio come quelli di oggi che, come si è visto, sono riciclati dalla vecchia giunta ed hanno fatto anche “fetecchia”, piuttosto si dedichi con più rigore, pancia a terra ed in silenzio al risanamento del TPL, di concerto con gli altri enti sul territorio, in primis Comune di Napoli e Città Metropolitana sui quali ci sarebbe tanto da dire anche per loro, per ridare dignità ad un settore strategico per l'economia regionale.

USB Lavoro Privato Campania

 

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