LSU NESSUNA SVOLTA DEL GOVERNO RENZI 5 GIUGNO SCIOPERO NAZIONALE

CONTRO LA PRECARIETA' CHE CONTINUA A PENALIZZARE IL PRESENTE E IL FUTURO DEI LAVORATORI LSU LPU ASU

Napoli -

Nessuna svolta dal Governo Renzi sulla questione lsu.

Anzi un esecutivo che frena sui decreti attuativi della legge 125/2013 vecchia di quasi 2 anni e mostra totale indifferenza e chiusura verso l’emersione del lavoro nero pubblico, al pari di altri predecessori, blocca le assunzioni negli enti locali, anche in presenza del precariato attivo nei comuni, rinviando al 2018 il termine delle stabilizzazioni con procedure speciali.

 

L’unica applicazione delle assunzioni in deroga previste dal decreto 101/2013 in Calabria con risorse finalizzate e finanziamenti statali e ragionali limitati al 2015 e solo in parte esenti da vincoli di bilancio per contratti a tempo determinato a 6 o 12 mesi, ha prodotto l’esclusione comunque di circa 800 lsu/lpu, per incapienza dei fondi.

 

Le graduatorie regionali redatte sulla base di criteri indicati dalla Legge 125 in tutte le Regioni, fatta eccezione del Lazio, in attesa di risposte al quesito posta al Ministero, sono in stand by e rischiano di essere consumate dal tempo senza vedere luce.

 

Ad oggi l’unico decreto pubblicato dei 3 che aspettavamo riguarda la stabilizzazione precari nel settore Sanità, DPCM 6 marzo 2015 che all’art 5 Lavori socialmente utili e di pubblica utilita’ recita:

1. Gli enti che hanno vuoti in organico relativamente alle qualifiche per le quali non e’ richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo, nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 3, procedono all’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratti di lavoro a tempo parziale, dei lavoratori socialmente utili di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e dei lavoratori di pubblica utilita’ di cui all’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280.

2. Per le finalita’ di cui al comma 1, gli enti attingono agli elenchi predisposti ai sensi dell’art. 4, comma 8, della legge 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, indirizzando una specifica richiesta alla Regione competente.

 

Ma questa disposizione rischia di restare inutile enunciazione e un’altra sporca illusione se anche il Ministero non verifica quali e quante sono le carenze del settore Sanità nelle Regioni con bacino di precari lsu.

Resta il fatto che i decreti necessari alla quantificazione delle risorse che il Governo deve dichiarare per consentire le assunzioni non ci sono e spetta a noi rimarcare questa omissione della legge al Governo e al Ministero del Lavoro.

Pertanto la giornata di Sciopero Nazionale indetto da USB per l’intera giornata del 5 giugno deve servire a bloccare le attività lavorative per presidiare gli Uffici del Governo in ogni provincia o Prefettura Capoluogo di Regione secondo modalità che saranno decise a livello regionale (in Campania presidio alla Prefettura di Napoli ) per esprimere al meglio la presenza che non potrà essere sporadica, vista l’indifferenza del Governo alla convocazione del tavolo richiesto da USB.

Se saremo determinati come è stato per il 17 dicembre a Roma, saranno costretti a rispondere alle richieste che USB ha già reclamato da tempo.

Ma il tempo è tiranno e i lavoratori precari di pubblica utilità reclamano, inascoltati, diritti universali negati, lavoro contrattualizzato e contributi veri per arginare un preoccupante futuro previdenziale già costellato per tutti di altra precarietà e a rischio di povertà concreta.

19 maggio 2015 USB

Questo sito usa i cookie

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per migliorare la tua navigazione, per analisi statistiche sull’utilizzo del sito in forma anonima e per usufruire dei servizi di terzi quali la visualizzazione di video e la condivisione dei contenuti sulle principali piattaforme social. Se vuoi saperne di più clicca sul link “Ulteriori informazioni”. Cliccando su "Abilita Cookie", presti il consenso all'uso dei cookie. I cookie tecnici saranno comunque utilizzati