NAPOLI, IL GRAVE SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI ASIA E ANM. USB: IL PROGETTO "NAPOLI CITTÀ SICURA" E' UN FLOP

Napoli -

Lo sfruttamento grave dell’attività lavorativa non è necessariamente la conseguenza della tratta di esseri umani. Né le vittime di questo sfruttamento sono necessariamente costrette con la forza a lavorare: esse sono infatti vittime di questo fenomeno perché la loro esperienza di lavoro avviene in condizioni che sono ben al di sotto di quanto sia considerato accettabile dalla legge.

L’espressione «grave sfruttamento dell’attività lavorativa» si riferisce anche alle situazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva sulle sanzioni ai datori di lavoro (2009/52/CE), vale a dire l’impiego di un lavoratore in situazione irregolare in «condizioni lavorative di particolare sfruttamento». Ai sensi dell’articolo 2 della direttiva, si tratta di condizioni «in cui vi è una palese sproporzione rispetto alle condizioni d’impiego dei lavoratori assunti legalmente, che incide, ad esempio, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori ed è contraria alla dignità umana».

Posto ciò, vorremmo ricordare che alla fine del 2018 a Napoli è nato l'Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro denominato “Napoli Città Sicura”. Un progetto teso, o almeno questo era l’intento, a diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare la cittadinanza tutta, in particolare gli attori sociali, imprese, lavoratori, sul diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Eppure nelle aziende partecipate del Comune di Napoli ASIA e ANM, entrambe sottoposte al controllo analogo da parte dell’amministrazione comunale, vengono negate le condizioni minime di sicurezza e prevenzione per la salute dei lavoratori e degli stessi cittadini napoletani.

Le immagini della discarica di via nuove delle Brecce a Napoli, su cui c’è una indagine del NOE, che ritraggono i lavoratori dell’ASìA costretti a separare con le mani i contenuti dei sacchetti e a rovistare nelle buste dell’immondizia, come anche le pessime condizione dei  lavoartori dell’ANM costretti ad operare, loro malgrado, su autobus mal funzionanti, sporchi, rumorosi, carichi oltre il limite consentito dalla carta di circolazione rappresentano l’ennesimo fallimento di questa amministrazione comunale.

Il protocollo d’intesa "Napoli città sicura", siglato il 31 ottobre 2018, che ha visto l’adesione delle organizzazioni datoriali, sindacali, istituzionali e delle associazioni, evidenzia in modo inequivocabile di come ai fiumi di parole non seguano fatti concreti.

Il diritto alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro non può restare solo uno slogan che si rinnova di anno in anno il 5 marzo ma deve essere assunto come un clima di tolleranza zero nei confronti dello sfruttamento grave dell’attività lavorativa, a cominciare dalla giusta applicazione dell’articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, secondo cui ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. Essendo questo il primo passo per difendere i diritti sociali e la dignità umana di tutti i lavoratori.

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