NO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI !

La R.d.B./CUB organizza presidi di protesta contro i tagli alla Sanità pubblica in Campania

Napoli -

In pochi anni la Sanità pubblica Italiana è passata dal 2° posto nel mondo, all’ultimo posto in Europa

 la R.d.B./CUB organizza presidi di protesta contro i tagli alla Sanità pubblica in Campania

 

Lunedì 24 novembre ore 8.00 :

ingresso principale A. O. A. CARDARELLI

Il presidio, avverrà attraverso volantinaggio, megafonaggio e striscioni, per informare utenti ed operatori della Sanità su quanto stà accadendo nella Sanità in Campania.

Durante tale iniziativa, saranno raccolte le firme per una petizione contro:

 

1) la chiusura degli ospedali

2) la riduzione del personale

3) la riduzione dei salari dei lavoratori della sanità

 

La Sanità pubblica nella Regione Campania è da sempre agli ultimi posti in Italia, per numero di posti letto,  di operatori e attrezzature per numero di abitanti;

 

la Sanità pubblica in Campania è al primo posto per emigrazione sanitaria dei propri cittadini, verso altre Regioni, altri paesi e verso strutture sanitarie private;

 

nella Regione Campania c’è il maggior numero di strutture sanitarie private, convenzionate e non d’Italia e la monopolizzazione totale di alcune specialistiche come la riabilitazione;

 

i politici locali e Nazionali che decidono le sorti della sanità pubblica, quando hanno avuto problemi di salute, non si sono mai rivolti alle strutture sanitarie pubbliche della loro Regione ma a strutture prevalentemente private, di altre Regioni o addirittura di altri paesi;

 

molti ospedali pubblici, a causa dei lavori di ristrutturazione (ex art. 20/88), da circa 10 anni volutamente funzionano parzialmente, con tempi d’attesa insopportabili e ammalati sulle  barelle, favorendo così l’attività privata, interna ed esterna.

 

molte camere operatorie ed ambulatori negli ospedali pubblici, volutamente funzionano  parzialmente solo di mattina, per favorire le attività private e discreditare il pubblico;

 

molti responsabili e coordinatori di reparti, dipartimenti e servizi, nelle strutture sanitarie pubbliche, lo sono solo sulla carta perché non hanno reparti e/o dipartimenti;

 

molte consulenze, nelle strutture sanitarie pubbliche non erano/sono necessarie e vengono state affidate ad ex dipendenti e sindacalisti, in modo discrezionale e clientelare;

 

con l’applicazione massima delle imposte locali, dei ticket e dell’abuso dell’attività privata a pagamento dentro e fuori le strutture sanitarie pubbliche, per i cittadini della Regione Campania, l’assistenza sanitaria è peggiore e costa più.

 

In questo scenario avvilente, sopportiamo che i principali responsabili di questo disastro, invece di dimettersi decidano, al solo scopo di difendere le loro poltrone, dove tagliare ancora per rientrare nei parametri Nazionali ed Europei e per ripianare l’enorme debito (circa 10 miliardi di Euro), prodotto  dalla loro politica scellerata.

 

In questo momento drammatico assistiamo a scontri di potere tra i partiti politici per conquistare questo pozzo di S. Patrizio e saccheggiare ulteriormente anche le ultime residue risorse rimaste.

 

NO ALLA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI !

NO AI TAGLI ALL’ASSISTENZA E AL SALARIO DEGLI OPERATORI !

FUORI DALLA SANITA’ LA POLITICA E I RESPONSABILI DEL DISASTRO !

SI AD UNA SANITA’ PUBBLICA MIGLIORE E  DEI CITTADINI !