NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI DI LOTTA E DI PROTESTA

PERQUISITE ANCHE LE ABITAZIONI DI DUE COMPAGNI DELL’ESECUTIVO REGIONALE USB

Napoli -

Questa mattina – lunedì 17 ottobre – a Napoli la Digos e i Carabinieri hanno effettuato una decina di perquisizioni domiciliari (utilizzando il dispositivo normativo che prevede la perquisizione senza autorizzazione della Magistratura purché alla “ricerca di armi e droga”) nelle case di attivisti politici e sindacali. Tra le case perquisite ci sono quelle di due compagni dell’Esecutivo regionale dell’Unione Sindacale di Base della Campania.

 

Le perquisizioni risultano essere ascrivibili all’interno di una più vasta operazione di polizia contro presunte “aree anarco/insurrezionaliste” all’indomani della grande manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso.

 

E’ evidente che questa modalità repressiva risponde alle tante sollecitazioni che sulla stampa e nel dibattito politico all’indomani del corteo di Roma sono state avanzate per opacizzare, demistificare e criminalizzare le ragioni sociali di un grande movimento di lavoratori, precari, disoccupati e studenti che è stanco di pagare i costi antisociali della crisi generale e del complesso delle politiche dei poteri forti nazionali e multinazionali.

 

L’Unione Sindacale di Base oltre ad esprimere – naturalmente – la solidarietà e la vicinanza politica agli attivisti colpiti dalla repressione  conferma il suo impegno nel più ampio movimento di lotta e di protesta che – negli ultimi mesi – si sta sviluppando e generalizzando in Italia e sul piano internazionale.

 

 

Unione Sindacale di Base

Campania

 

Napoli, 17 ottobre, 2011