Nola, appalto pulizie nel caos: sanzionati 8 lavoratori. USB chiama in causa Ministero e Corte d’Appello
USB denuncia quanto accaduto nell’appalto di pulizie e facchinaggio presso il Tribunale di Nola e le sedi periferiche: otto lavoratori con lunga anzianità sono stati sospesi dal servizio per presunte irregolarità nella rilevazione delle presenze, riferite a un periodo superiore a un anno.
Si tratta di provvedimenti retroattivi inseriti in un contesto organizzativo segnato da gravi criticità. Disposizioni e ordini di servizio vengono impartiti tramite canali informali come WhatsApp, mentre ai lavoratori non sono mai stati comunicati con chiarezza referenti, turnazioni e modalità per la timbratura.
In queste condizioni, risulta di fatto impossibile adempiere correttamente agli obblighi di rilevazione delle presenze; i lavoratori hanno infatti contestato gli addebiti evidenziando l’assenza di strumenti aziendali idonei e il mancato funzionamento del sistema “Z Connect”.
Nonostante gli impegni assunti dalla società Romeo Gestioni S.p.A in Prefettura, per garantire soluzioni alternative, ad oggi nulla è stato attuato. Ciò non ha impedito all’azienda di procedere con le sanzioni.
USB richiama la responsabilità del Ministero della Giustizia, quale committente, e sollecita l’intervento della Corte d’Appello di Napoli, sottolineando che in un appalto pubblico la tutela dei lavoratori non può essere lasciata alla discrezionalità aziendale; è utile evidenziare che per 16 mesi la società non ha fornito strumenti per timbrare le presenze e oggi punisce i lavoratori per non averlo fatto.
Questa non è gestione del personale: è uso distorto del potere aziendale.
USB annuncia il ricorso all’Ispettorato del Lavoro di Napoli e proclama 24 ore di sciopero per martedì 26 maggio, con presidio davanti al Tribunale di Nola.
USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Campania