Regione Campania : le lacrime di coccodrillo di CGIL,CISL e UIL

Napoli -

E' di pochi giorni fa, precisamente l'otto settembre, un comunicato stampa delle confederazioni regionali di CGIL-CISL e UIL della Campania che richiama l'attenzione sul fatto che il nostro territorio regionale sia stato escluso dalle aree di crisi complessa dopo l'incontro che il ministro del lavoro Poletti, insieme a Regioni e le confederazioni nazionali di CGIL-CISL e UIL hanno tenuto ai primi di settembre.

Chiaramente ci si tiene ben lontani dal dire ai lavoratori che i provvedimenti stabiliti sono in deroga al Jobs Act che, insieme alla riforma Fornero, ha sancito un forte ed incisivo cambiamento degli ammortizzatori sociali, chiaramente si sta bene attenti, sempre nello stesso comunicato stampa ad evitare la parola “Jobs Act” perché equivarrebbe ad ammettere la forte contraddizione esistente tra coloro che, adesso, chiedono una proroga a quei provvedimenti, mentre allora gli stessi soggetti nulla hanno fatto per evitare che ciò accadesse, fornendo nelle mani dei datori di lavoro uno strumento terribile che azzera tutte le conquiste degli ultimi decenni della classedei lavoratori.

Ci torna utile, in questo senso, l'articolo del Sole24Ore del 6 settembre che titola “Deroga al Jobs Act, un anno di sussidi in più per le aree di crisi. Coinvolti 35-40mila lavoratori”, il quale espone chiaramente e non solo nel titolo come davvero stanno le cose, anche in relazione a quanto appena detto.

Ma basta anche informarsi un pochino per comprendere quanti e quali danni stia portando la nuova riforma del lavoro varata dal governo Renzi tanto da rendere necessaria questa deroga su alcuni territori ai vecchi meccanismi di ammortizzatori sociali.

Possiamo ben dire che le lacrime di coccodrillo delle confederazioni regionali dei sindacati complici fanno ridere, hanno il sapore del populismo e non dicono la verità, continuano a mentire ai lavoratori, non ammettendo la distruzione di diritti che il Jobs Act ha causato e causerà nel mondo del lavoro, fingono di dimenticare che non hanno messo in piedi uno straccio di iniziativa che si possa definire tale, contro la riforma del lavoro, fatta eccezione per uno sciopericchio della CGIL a riforma già approvata, vogliono, ancora una volta, ergersi a finti paladini dei diritti del lavoro in un territorio come la Campania dove, fin troppo spesso, tali diritti sono calpestati proprio in funzione dell'operato di queste organizzazioni sindacali che intersecano i loro interessi con quelli del padrone, dimenticando completamente di salvaguardare l'occupazione e crearne di nuova e garantita.

E' proprio il caso che CGIL-CISL e UIL Campani si facciano un buon esame di coscienza sul loro operato sia a livello locale che a livello nazionale prima di lanciare comunicati di questo tipo.


Pertanto invitiamo le lavoratrici e lavoratori della Campania a non farsi abbonire da coloro che sono stati gli artefici delle riforme agli ammortizzatori sociali e di tutte le norme previste dalla riforma del lavoro varate dal governo Renzi e quelli precedenti ed invitiamo tutti allo sciopero generale del 21 ottobre costruito sulla piattaforma rivendicativa generale di USB #vogliolavoroestatosociale:


  • per l'occupazione, il lavoro e lo stato sociale;


  • contro le politiche economiche e sociali del governo Renzi dettate dall'Unione Europea;


  • per la difesa e l'attuazione della Costituzione e il NO alle modifiche proposte dal governo;


  • contro l'attuale sistema previdenziale e la controriforma Fornero, la riforma Madia, il jobs act, l'abolizione dell'art.18, il contratto a “tutele crescenti”, la precarietà sul lavoro, l'attacco al potere d'acquisto dei salari e al Contratto nazionale;


  • per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per l'aumento di salari e pensioni, per il reddito per tutti, per la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e per la sicurezza sul lavoro;


  • contro le privatizzazioni, la deindustrializzazione del paese, le delocalizzazioni e per la nazionalizzazione di aziende in crisi e strategiche per il paese;


  • per la scuola e la sanità pubblica e il diritto all'abitare;


  • contro la Bossi-Fini e il nesso permesso di soggiorno – contratto di lavoro per garantire pari diritti a tutti, indipendentemente dalla nazionalità;


  • per un fisco giusto senza condoni agli evasori;


  • per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza che annulli l'accordo del 10 gennaio 2014.

Il 21 ottobre sciopero generale intera giornata di tutte le categorie

Fermiamo il paese, facciamo scendere Renzi!

USB Federazione Regionale Campania

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