SANITÀ PUBBLICA IN CAMPANIA…...TANTO TUONÒ, CHE PIOVVE!!

IL PROCESSO DI DESTRUTTURAZIONE DELLA SANITÀ PUBBLICA IN CAMPANIA

Napoli -

Incominciano a prendere corpo i veri obbiettivi; attacco generalizzato allo stato sociale e ai servizi pubblici, attacco mirato ai dipendenti pubblici ed alle Regioni del Sud, ricambio dei riferimenti, (D.G. OO.SS.., D.S., appalti, ecc.) collegati al subentrato potere politico vincente in Campania. (vedi nomine lottizzate dei D.G., cambi di appalti, ecc.).

 

Dopo i devastanti tagli all’assistenza ed ai servizi su tutto il territorio Regionale, che ha visto chiudere molti ospedali, distretti sanitari e servizi, necessari per far quadrare i bilanci disastrosi e per compensare la drammatica carenza di personale venutasi a creare a seguito del blocco delle assunzioni e del turn-over, che dura ormai da molti anni, adesso si passa alla fase avanzata del disegno scellerato.

 

Si conta il personale in rapporto alla poca attività rimasta e ci si prepara a spostare da una azienda ad un'altra o da una Regione ad un'altra, il personale certamente risultante in esubero, una mancata ricollocazione di tale personale, (probabile perché questo processo avviene in tutte le strutture pubbliche) prevede per i lavoratori, la “messa in disponibilità” (così si chiama il licenziamento nella Pubblica Amministrazione) .  

Per i lavoratori della Sanità la Grecia è già qui

Il tutto, in pieno accordo con la OO.SS. concertative, come si evince dall’accordo sottoscritto in sede Regionale il 12/09/2011 e ripreso dalle strutture aziendali che hanno subito avviato i famigerati “tavoli tecnici”, senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze e senza esprimere un minimo di parere. La sola cosa che sembra interessare costoro è sedersi al tavolo, indipendentemente dal problema. Perché il problema c’è ed è grande.

 

Una Regione che decide autonomamente di chiudere gli ospedali ed i servizi che vuole, senza un minimo di opposizione da parte dei sindacati e solo dopo, li chiama per sottoscrivere un accordo sulla mobilità del personale in esubero da essa prodotto, senza ancora  che nessuno dica niente, si sentirà autorizzata quando vuole, a ricalibrare le attività sul territorio, per far risultare ulteriori esuberi, qualora questo gli servisse.

 

E nessuno si facesse illusioni che oltre questo non possono andare, hanno già messo in moto un altro meccanismo che produrrà un ulteriore esubero di dipendenti, i carichi di lavoro, previsti dall’atto aziendale, già in circolazione in tutte le aziende, i cui risultati si vedranno più in là.

 

Il vero problema dei lavoratori è la mancanza di un sindacato che difende i loro diritti in questo settore o che almeno li informi. Quelli che ci sono, sono compromessi e non possono  e non vogliono andare oltre l’obbiettivo della concertazione e del posto a tavolo per continuare a cercare di ottenere qualche piccolo privilegio per loro e per i loro affiliati.

USB - Fed. Reg. della Campania

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