Scuola, USB: in Campania al peggio non c'è mai fine

A 36 ore dall’annunciata riapertura della primaria e delle prime medie De Luca e l’assessore Fortini, via facebook, confermano la chiusura fino al 7 dicembre!

Napoli -

 

Avevamo già denunciato il 25 novembre, scioperando e scendendo in piazza insieme ai comitati dei genitori e ai lavoratori dei trasporti e della sanità, l’anomalia della Campania, ultima regione d’Italia ad aprire le scuole e prima a richiuderle, il 15 ottobre scorso.

Due giorni prima, seppure in estremo RITARDO ANCHE RISPETTO ALLE ALTRE ZONE “ROSSE” del Paese, la Campania aveva disposto la riapertura per nidi, scuola dell’infanzia e prima classe della primaria.

Questo purtroppo non ha significato il ritorno in aula per tutte e tutti i bambini: molti sindaci, autorizzati dall’ordinanza, hanno deciso di continuare a tenere chiuse le scuole. Ancora più grave è stata la scelta di molti genitori, che hanno preferito tenere i figli a casa, piuttosto che riportarli in un luogo, la scuola, che percepiscono ormai come poco sicuro. Non basta: molte famiglie, in tutte le scuole di Napoli e provincia, hanno richiesto a gran voce che le scuole garantissero ai loro bambini, anche se non in quarantena, la didattica a distanza, “per garantire loro il diritto allo studio”. Il risultato? Una territorio spaccato, la guerra di tutti contro tutti, genitori contro dirigenti, insegnanti contro genitori, con in mezzo i bambini, vittime dell’irresponsabilità di chi ha il potere.

Di questo disastro civile e sociale, consumato sulla pelle dei più deboli, emergono con chiarezza i colpevoli: la Regione Campania e il Presidente De Luca,che chiudendo le scuole per primo, di fronte alla seconda ondata, e screditando sistematicamente la legittima protesta per le scuole aperte, ha diffuso tra i cittadini l’idea che alla scuola si possa rinunciare, che sia anzi il primo dei diritti a cui rinunciare in tempo di pandemia.

Per non parlare della totale mancanza di coerenza nelle politiche e di trasparenza nell’uso dei dati: la Regione Campania organizza a metà novembre, anche se con ritardo e in modalità discutibili, lo screening per la popolazione scolastica “RIENTRO A SCUOLA IN SICUREZZA” (il nome sembra una presa in giro!), cui, da dichiarazioni di Lucia Fortini, al 25 novembre si erano sottoposti 12900 tra bambini e genitori, con solo 41 positivi.

Sulla base di questa scelta l’assessore all’istruzione aveva dato il via libera alla riapertura di infanzia e prime classi: che cosa spinge oggi a tenere chiuse fino al 7 dicembre le altre classi? Forse la paura di perdere il consenso dei genitori spaventati e sfiduciati, che sui social chiedono di non aprire?

Ma non dimentichiamo gli altri responsabili: il Ministro Azzolina e il governo tutto,

  • che con Linee guida e circolari hanno legittimato la DAD, alimentando la falsa percezione che quella a distanza sia scuola vera (eppure ogni giorno, come docenti e come genitori, la realtà ci dice che è vero il contrario, che la DAD non è scuola ed è pericolosa perché divide, disperde, danneggia il corpo e la mente dei bambini!)
  • che non destina adeguate risorse all’edilizia e al personale scolastico, che non riorganizza gli organici, pur dichiarando ai quattro venti che la scuola è una priorità

Il Sindaco e ancora una volta la Regione,

  • che con i tagli, i commissariamenti, le dismissioni, hanno distrutto i servizi essenziali, rispettivamente il trasporto pubblico locale e la sanità regionale, attentando materialmente alla salute delle cittadine e dei cittadini.

I DIRITTI NON DEVONO ESSERE CONTRAPPOSTI TRA LORO: VOGLIAMO SALUTE E ISTRUZIONE PUBBLICA PER TUTTE E TUTTI, SUBITO!

GIÙ LE MANI DALLA SCUOLA, GIÙ LE MANI DAI BAMBINI!

USB – p.i. SCUOLA

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