USB: BUSITALIA CAMPANIA ROMPA IL SILENZIO. Presidio di protesta 17 giugno 2026 alle ore 10.00 presso la sede principale della Dussmann Service Campania, al Centro Direzionale di Napoli – Isola F3, edificio Edilres, via Giovanni Porzio n. 4

DOPO LE DENUNCE DI OMOFOBIA, L'AGGRESSIONE SUL LAVORO E IL LICENZIAMENTO DI DUE LAVORATRICI DELL'APPALTO DUSSMANN, LA COMMITTENTE NON PUÒ RESTARE SPETTATRICE

Napoli -

USB: "BUSITALIA CAMPANIA ROMPA IL SILENZIO"

DOPO LE DENUNCE DI OMOFOBIA, L'AGGRESSIONE SUL LAVORO E IL LICENZIAMENTO DI DUE LAVORATRICI DELL'APPALTO DUSSMANN, LA COMMITTENTE NON PUÒ RESTARE SPETTATRICE

Presidio di protesta 17 giugno 2026 alle ore 10.00 presso la sede principale della Dussmann Service Campania, al Centro Direzionale di Napoli – Isola F3, edificio Edilres, via Giovanni Porzio n. 4

Napoli, 13 giugno 2026 – Dopo aver portato all'attenzione dell'opinione pubblica la vicenda delle due lavoratrici impiegate nell'appalto di pulizia affidato da Busitalia Campania alla società Dussmann Service, USB ritiene che sia giunto il momento di rivolgere alcune domande anche alla società committente.

Parliamo di una vicenda che, secondo quanto denunciato dalle lavoratrici e segnalato dal sindacato, sarebbe stata caratterizzata da mesi di offese, umiliazioni, comportamenti discriminatori e riferimenti omofobi, culminati in un'aggressione sul luogo di lavoro che ha reso necessario il ricorso alle cure del pronto soccorso.

Una vicenda che si è conclusa, almeno per il momento, con il licenziamento delle due lavoratrici coinvolte.

USB ritiene che quanto accaduto non possa essere considerato una questione esclusivamente interna tra appaltatore e dipendenti.

I fatti denunciati si sarebbero infatti verificati nell'ambito di un appalto svolto quotidianamente presso le strutture e sui mezzi di Busitalia Campania, società che beneficia del servizio e che, come ogni committente, ha il dovere di vigilare affinché le attività affidate vengano svolte nel pieno rispetto della dignità delle persone, delle norme di sicurezza e dei principi di non discriminazione.

Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Busitalia Campania se fosse a conoscenza delle segnalazioni formulate dalle lavoratrici e dall'organizzazione sindacale, quali verifiche siano state effettuate e quali iniziative intenda assumere per garantire che episodi analoghi non possano ripetersi negli appalti affidati dalla società.

Non chiediamo a Busitalia Campania di sostituirsi all'Autorità Giudiziaria né di interferire nelle controversie in corso.

Chiediamo però che una società che svolge un servizio pubblico essenziale assuma una posizione chiara su una vicenda che riguarda il rispetto della persona, il contrasto alle discriminazioni e la tutela dei lavoratori impiegati nei propri appalti.

Nei giorni scorsi una delegazione USB e le due lavoratrici sono state ricevute dall'Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, che ha ascoltato con attenzione il loro racconto e manifestato sensibilità verso una vicenda che richiama temi fondamentali di civiltà, inclusione e diritti.

Oggi chiediamo che anche Busitalia Campania faccia la propria parte.

Le aziende committenti non possono limitarsi a controllare la qualità del servizio. Devono preoccuparsi anche delle condizioni nelle quali quel servizio viene svolto.

Dietro ogni autobus pulito, dietro ogni attività affidata in appalto, ci sono lavoratrici e lavoratori che hanno diritto ad operare in un ambiente rispettoso, sicuro e libero da discriminazioni.

USB informa inoltre che nei prossimi giorni provvederà ad interessare formalmente anche l'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, attraverso una richiesta di intervento e di incontro con la Direzione dell'Ufficio, al fine di sottoporre all'attenzione dell'organo di vigilanza i fatti denunciati dalle lavoratrici e le criticità emerse nel corso della vicenda.

La richiesta sarà avanzata anche in considerazione dell'attività svolta dall'Ispettorato in materia di tutela delle pari opportunità e contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro, affinché possano essere valutati tutti gli aspetti di competenza relativi alla tutela della dignità della persona, al rispetto dei principi di non discriminazione e alle condizioni lavorative all'interno dell'appalto interessato.

La battaglia per il reintegro delle lavoratrici non riguarda soltanto due posti di lavoro. Riguarda il diritto di ogni persona ad essere rispettata sul luogo di lavoro senza dover subire discriminazioni, umiliazioni o violenze a causa del proprio orientamento sessuale.

USB continuerà a sostenere le due lavoratrici nelle iniziative legali già avviate per ottenere il reintegro sul posto di lavoro e l'accertamento delle responsabilità.

Allo stesso tempo continuerà a chiedere trasparenza, chiarezza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Per questo motivo USB invita lavoratrici, lavoratori, associazioni, cittadine e cittadini a partecipare al presidio di protesta indetto per il giorno 17 giugno 2026 alle ore 10.00 presso la sede principale della Dussmann Service Campania, al Centro Direzionale di Napoli – Isola F3, edificio Edilres, via Giovanni Porzio n. 4, per chiedere il reintegro delle lavoratrici licenziate, il pieno accertamento delle responsabilità e un impegno concreto contro ogni forma di discriminazione nei luoghi di lavoro.

Perché la dignità del lavoro non può fermarsi ai cancelli di un appalto.

Perché nessuno dovrebbe essere discriminato sul posto di lavoro.

Perché nessuno dovrebbe essere aggredito per ciò che è.

Perché la dignità non si licenzia.

Federazione Regionale USB Campania