CENTRI PER L’IMPIEGO: NON BASTA FUMO NEGLI OCCHI, SERVONO INVESTIMENTI, PERSONALE E SALARI DIGNITOSI
La USB P.I. – CPI Campania ritiene necessario fare chiarezza sul dibattito relativo alla possibilità di estendere anche al personale dei CPI l’accesso agli interpelli per la mobilità verso altre strutture dell’amministrazione regionale, nonché a tutte le altre opportunità di conferimento di incarichi e di valorizzazione professionale, così come avviene per il restante personale della Giunta regionale.
Siamo favorevoli a qualsiasi misura che ampli le opportunità di mobilità e consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di scegliere percorsi professionali diversi. Riteniamo, tuttavia, che sia necessario distinguere tra un’opportunità individuale, di cui potranno beneficiare soltanto alcuni dipendenti, e la soluzione dei problemi che riguardano l’intera categoria.
Il vero problema è che i Centri per l’Impiego continuano ad avere bisogno di personale, risorse, strutture adeguate e retribuzioni dignitose.
Non bisogna dimenticare che le assunzioni che hanno consentito il potenziamento degli organici dei CPI sono state rese possibili nell’ambito delle misure collegate all’introduzione del Reddito di cittadinanza. Senza quel quadro normativo e il conseguente piano di rafforzamento dei servizi per l’impiego, il concorso attraverso cui sono stati assunti tanti lavoratori non sarebbe stato bandito nelle stesse forme.
Oggi, a distanza di anni, non è sufficiente parlare di nuove opportunità per pochi. È necessario interrogarsi sulle condizioni in cui opera quotidianamente la maggioranza del personale: sedi che necessitano di interventi strutturali, carichi di lavoro crescenti, organici insufficienti e trattamenti economici che non valorizzano adeguatamente le responsabilità e le professionalità acquisite.
Consentire l’accesso agli interpelli anche ai dipendenti dei CPI può rappresentare un’opportunità legittima, ma non può essere presentato come la risposta alle criticità del settore. Se a trasferirsi saranno soltanto pochi colleghi, senza prevedere un adeguato ricambio del personale, il risultato rischia di essere un ulteriore aggravio per chi resterà in servizio, con un aumento dei carichi di lavoro e un peggioramento delle condizioni operative.
La vicenda degli incarichi di Elevata Qualificazione (EQ) all’interno della Direzione Lavoro e Formazione rappresenta, da questo punto di vista, un precedente che merita una riflessione più ampia. Le prospettive di carriera e di valorizzazione professionale sono importanti, ma si sono perseguite con criteri poco trasparenti, procedure non pienamente verificabili e a discapito delle risorse destinate alla generalità dei dipendenti.
E che fine hanno fatto le indennità per le condizioni di lavoro legate all’attività di front office, che erano state «promesse» a tutto il personale?
In questo contesto, è legittimo domandarsi quali benefici concreti siano derivati, per l’insieme dei lavoratori, da scelte organizzative che hanno comportato una riduzione delle risorse destinate alla generalità del personale. La valorizzazione di alcuni non può sostituire il miglioramento delle condizioni economiche e professionali di tutti.
È inoltre contraddittorio rivendicare oggi singole opportunità di mobilità senza affrontare le responsabilità delle politiche che, negli anni, hanno inciso sul finanziamento dei servizi pubblici e sulla capacità di garantire retribuzioni adeguate al personale. Le dichiarazioni e le iniziative delle rappresentanze istituzionali e sindacali devono essere valutate alla luce dei risultati concreti prodotti per i lavoratori, non soltanto degli annunci.
Non è un caso che tanti dipendenti dei Centri per l’Impiego e dell’intero comparto delle Funzioni Locali cerchino legittimamente nuove opportunità attraverso altri concorsi pubblici. Quando il lavoro non offre prospettive economiche adeguate, riconoscimento professionale e condizioni sostenibili, il passaggio ad altre amministrazioni diventa una scelta comprensibile.
Tuttavia, ogni lavoratore che lascia un CPI senza essere sostituito contribuisce ad aggravare una situazione già difficile, sia per chi rimane in servizio sia per i cittadini che si rivolgono ai Centri per l’Impiego.
Per queste ragioni, la USB ritiene indispensabile aprire una discussione seria sulle priorità da affrontare e rivendica:
- Potenziamento stabile degli organici, attraverso la sostituzione del personale che lascia il servizio e nuove assunzioni laddove necessarie.
- Miglioramento delle condizioni strutturali delle sedi, accompagnato dalla pubblicazione di un rendiconto dettagliato delle risorse impiegate per la ristrutturazione dei Centri per l’Impiego, degli interventi effettivamente realizzati e dei risultati conseguiti.
- Incremento delle retribuzioni e valorizzazione economica di tutto il personale, intervenendo sui fondi e sugli istituti contrattuali disponibili e rivendicando risorse aggiuntive.
- Trasparenza e criteri oggettivi nei prossimi disciplinari per il conferimento degli incarichi di EQ e nelle progressioni professionali, affinché le opportunità siano accessibili sulla base di regole chiare, imparziali e verificabili.
- Accesso agli interpelli e alle altre opportunità di mobilità e valorizzazione professionale anche per il personale dei CPI, alle stesse condizioni previste per il restante personale della Giunta regionale, accompagnato da un piano concreto che impedisca che la mobilità di alcuni determini un ulteriore impoverimento degli organici.
Non siamo contrari alla mobilità, né alle opportunità di crescita individuale. Siamo contrari all’idea che interventi destinati a una platea necessariamente limitata possano essere presentati come una soluzione ai problemi di un’intera categoria.
Ai lavoratori dei Centri per l’Impiego non servono annunci o scorciatoie per pochi: servono risposte concrete, risorse adeguate, stipendi dignitosi, organici sufficienti e condizioni di lavoro migliori per tutti.
È su questi obiettivi che chiediamo di misurare l’azione dell’amministrazione regionale e delle organizzazioni sindacali.
La dignità del lavoro pubblico non si difende offrendo a pochi la possibilità di andare via, ma creando le condizioni affinché tutti possano lavorare meglio, con diritti, tutele, riconoscimento professionale e retribuzioni adeguate.
Napoli 22/10/2026
USB P.I. Giunta Regione Campania